
Amate fare, saltuariamente, dei bei tuffi nel passato ? Avete intorno
ai 50 anni e avete vissuto l’adolescenza a cavallo dei ’60 e ’70 ? Vi
dilettavate con le figurine Panini e/o vi scambiavate i distintivi con
gli amici ? Bene, non leggete questo libro. O almeno fatelo al riparo di
qualsiasi emozione. Possiede la grazia di una voce leggera, capace di
trasportarvi, di peso, in quegli anni, di farvene risentire quasi il
profumo.
Franz Krauspenhaar maramaldeggia, incolpevole, con i ricordi di quel
tempo. Racconta di come, in quell’Italia ebbra del cosiddetto boom
economico, la generazione dei baby boomers, come viene definita dalla
più autorevole sociologia, ha iniziato a dialettizzarsi con quello
strano microcosmo del calcio. A comprenderne le dinamiche. Ad
intravedere, al di là della sua rappresentazione fisica, ventidue
individui in mutande che si dannano dietro ad un pallone di cuoio, per
buttarlo dentro le reciproche porte, una sorta di parodia della vita.
Gli attacchi e le difese, i suoi personaggi (rivisti oggi, ammantati
inevitabilmente di quell’aurea di mito), insomma: dietro il presepio
della memoria, gli uomini e la maniera (davvero pulita) di interpretarli
di un adolescente.
Liberato dal deleterio vaneggiamento dei ricordi, questo testo ha il
pregio di raccontare senza imporsi. Un flusso di coscienza pacato e a
tratti intriso di poesia. Nulla di pretenzioso e forse proprio per
questo, con quest’aria dismessa, quasi diaristica, un potente viaggio
nel passato, in un’epoca ancora del tutto priva di scandali e combine,
come a recuperarne il senso, accarezzando con ciò l’ampia
accondiscendenza di un adolescente alle prese con un mondo fino ad
allora solo percepito, lontano da sentenze e da quella saccenza che
spesso condisce operazioni analoghe.
Ecco, il pregio di questa lettura è quello di raccontarci, oggi
nell’era del bet-click, cos’era il calcio, la genesi di una Passione,
che indelebilmente manterrà, nel cuore e nella mente di molti, la parte
sana di tutta la faccenda. A ricordarci, infine, con le parole di non
ricordo più bene chi, che infondo “il calcio è metafora della vita”.
Franz Krauspenhaar
La passione del calcio
Perdisapop – Pag.155 – Euro 10,00
Tratto da Vibrisse
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