L'esordio di Rocco Pinto, tra magazzini, scaffali e biblioteche
Rocco Pinto, «Fuori catalogo: storie di libri e librerie», Voland, pp. 121, € 13
«Tanti libri e persone mi sono venuti incontro e mi hanno regalato le loro storie». Rocco Pinto, uno dei librai più noti d'Italia (gestisce la Torre di Abele a Torino), fa il suo esordio nella narrativa raccontando a suo modo, in dodici sequenze, i libri che ha amato e che hanno interferito più di altri nella sua vita, non sempre e solo capolavori ma sono le pagine che più di altre, anche per caso, si sono attaccate all'esistenza: le fa entrare e uscire con leggerezza da una sorta di autobiografia reinventata attraverso librerie piccole e grandi, magazzini, scaffali, mercatini, biblioteche, bancarelle, pile accatastate di volumi, esperienze di bibliofilo, passioni, sogni, ossessioni di lettore che si incrociano con quelli della quotidianità, dei rapporti di amicizia e di amore, dei sentimenti. Pinto fa vivere ai libri la sua stessa vita, vive la loro vita, vi si identifica, li accarezza, li odia, li anima con la fantasia. Fuori catalogo è il resoconto di una dedizione allegra, ci mostra come una vita reale possa integrarsi con le storie dei romanzi: ne nasce un gioco continuo di specchi, in cui la narrazione di sé trova un senso nella vocazione originaria, quella della lettura e dell'oggetto libro nata dall'incontro totalizzante con la figura di Aldo Manuzio.
Un’immagine del libraio (Corsera)
Il protagonista di Rocco Pinto è un picaro del libro, viaggia nello spazio (lo troviamo ovunque, da Venezia a Maratea), e nella fantasia sempre in compagnia (e spesso in funzione) di un autore, di un titolo, di atmosfere, trame e personaggi romanzeschi. Così, non è solo il racconto a dilatarsi e moltiplicarsi, ma la vita stessa, come sa bene chi ama davvero la letteratura.
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