Qui si cerca un’uscita di sicurezza
LUCIANO GENTA
(fonte: Tuttolibri, in edicola sabato 11 febbraio)
Anche in classifica si gela: il valore dei 100 punti scende ancora, poco
sopra quota 5000, quasi 2000 copie in meno rispetto a sabato scorso.
Conserva il primato la Bratley con il suo ricettario del cuore, cui si
addicono i versi della Szymborska: «meglio il prezzo che il valore /e il
titolo che il contenuto». La poetessa con la «gioia di scrivere»
sarebbe un ottimo pensiero per un San Valentino senza zucchero e qui si
vedrà sabato prossimo qual è stato l’effetto Saviano, dopo la sua
lettura in tv da Fazio. Intanto l’unico a salire tra i primi 10, da 12° a
4°, è il professor Tremonti che vuol «mettere lo Stato sopra la
Finanza... far prevalere le regole sull’anarchia... avviare grandi
progetti di investimento pubblico per il bene comune». Urge confronto
con i Beni comuni di Ugo Mattei (Laterza, fuori classifica) e
l’Abbondanza frugale di Latouche (10° in saggistica). L’altro titolo in
maggior ascesa è Zigulì, il sofferto e faticoso amore di un padre per il
figlio disabile, testimonianza che richiama il magistrale Pontiggia
(Nati due volte) e i racconti verità di Clara Sereni, trasfusi nel film
famigliare Un silenzio particolare. E’ una formazione del dolore che
sostiene l’odissea nella depressione di Veronica Pivetti, nuovo ingresso
in saggistica, e attraversa le riflessioni sulla morte di Dacia
Maraini, rimbalzata nella narrativa italiana, e di Concita De Gregorio,
in classifica da oltre tre mesi. E l’elaborazione del lutto coinvolge
anche Hugo Cabret di Selznick, rilanciato dal fantastico film di
Scorsese. Il piccolo orfano ritroverà vita e destino per sé e per gli
altri, portando a compimento l’opera del padre, saldando il sogno e la
tecnica, con una ferrea forza di volontà. Oggi forse quasi eroica, un
tempo normale. Come ben raccontano le Parole di giorni un po’ meno
lontani di Tullio De Mauro (il Mulino), quando il traguardo della
maturità esigeva «ritmo serrato di studio e di compiti a casa» e sveglie
all’alba: «riscaldamenti non c’erano ancora nel nostro palazzo, mi
avvolgevo in una spessa coperta militare americana e leggevo... e
riassumevo...: alle otto staccavo e correvo a scuola». Ecco una privata
uscita di sicurezza.
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